LA CARTOGRAFIA

antonio laraia

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PORTOLANO DI COLA DI BRIATICO 1430

L’unico cartografo che l’Italia meridionale può vantare prima del Cinquecento è un calabrese: il Portolano del Mediterraneo riprodotto qui sopra, che fa parte di un piccolo atlantino di tre carte conservato alla Biblioteca Comunale di Siena, è infatti datato e firmato in basso sulla destra in 1430 colla de briaticho lla ficet.
Chi sia questo Cola di Briatico e a quale tradizione cartografica egli possa essere accostato, è ancora da chiarire; certo che le tre pergamene di circa 260x410 ognuna, unite ad alcune figure e scritti d’astrologia per un totale di sette tavole, non appaiono né casuali né tanto meno produzioni di una cultura periferica.
La prima delle tavole comprende tutta la costa atlantica dalla Danimarca all’intera penisola iberica ed e alla stessa scala di questa seconda, cui può essere attaccata, mentre la terza rappresenta il Mar Nero a scala piu grande: a parte la grafia comune, era consuetudine firmare una sola tavola dei portolani quando questi erano composti di piu carte.
Il particolare della Calabria ci mostra segnate in rosso sia la città natale dell’autore sia la vicina Tropea, il che può anche indurre a considerare locale l’ambiente in cui la carta viene disegnata: non si dimentichi che Tropea era all’epoca l’unico scalo di una certa importanza sulla costa tirrenica della Calabria, non lontana da Nicotera dove in epoca federiciana è ricordato un arsenale marittimo, mentre per Briatico si tratta di un occhio di riguardo verso il natio loco.

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