LA CARTOGRAFIA

antonio laraia

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LA TABULA PEUTINGERIANA

L’abate di Saint-Non inserisce nel suo Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Napies et de Sicile, fra le altre, una tavola doppia di cm. 68 X 44 intitolata Fragmeiu de la Carte Theodosienne, publiée à Venise en 1591 par Marc Velser, et connue sons le nome de CARTE de PEUTINGER, seul et unique monument des Anciens en ce genre, et dont l’Original, ou au moins la Copie laplus authentique qui existe, est conservée dans la Bibliothèque Imperiale à Vienne, à la quelle elle fut donnée par le Prince Eugene.
La Tabula Peutingeriana appartiene al genere degli itineraia e si può considerare come la più completa testimonianza della cartografia di età romana giunta sino a noi. L’unico esemplare oggi conosciuto è una copia medievale, variamente datata fra l’XI ed il XIII sec., conservata presso la Biblioteca Nazionale (già Reale) di Vienna. L’originale romano, anch’esso variamente datato dalla critica fra il Il ed il V sec. d.C. viene generalmente fatto derivare dall’Orbis Pictus di Agrippa. Da una carta simile, o comunque riconducibile alla copia che ha originato la Tabula, dipendono quasi sicuramente la Cosmographia dell’Anonimo Ravennate, forse del VII secolo, seguita più tardi dall’opera geografica di Guido: questi due itineraria scripta, probabilmente per interessi diversi degli autori, mancano distanze in miglia intercalate fra le tappe.
La copia medievale della Tabula, o Codex Vindobonensis 324,consta di una striscia di pergamena lunga m 6,752 e larga circa 34 cm, suddivisa in 11 fogli, segmenta, uniti fra loro sino al 1863, di circa 60 cm ognuno.
L’originale romano deve essere stato, probabilmente, più lungo e constare cli 12 segmenta, in quanto nel disegno cartografico manca la raffigurazione delI’Iberia, della Britannia e dell’estrema Africa nord-occidentale. Ciò si può agevolmente desumere dal fatto che il disegno cartografico segue una direzione continua da sinistra verso destra; gli oggetti geografici sono quindi riportati come allineati lungo un asse idealmente orizzontale, con l’est posto approssimativamente in alto. Questa impostazione cartografica, che determina un’estrema riduzione dello spazio nel senso della latitudine ed una deformazione della realtà per quanto riguarda la posizione assoluta delle singole località, è evidentemente dovuta alla necessità di potere consultare e trasportare facilmente l’itinerario sotto forma di un rotolo, che si può sviluppare senza problemi in lunghezza, ma non in altezza.
Ritrovata nel 1507 da Konrad Celtes, passa per testamento, l’anno dopo, a Konrad Peutinger, che, resosi conto della sua importanza, ottiene nel 1511 l’autorizzazione a pubblicarla; il progetto, interrottosi per la sua morte, viene ripreso da un suo discendente, Marcus Welser, amico dell’Ortelio il quale pubblica la Tabula nel 1598 ad Anversa24. Nel 1720 la copia medievale viene acquisita per cento ducati dal principe Eugenio di Savoia e nel 1737, alla sua morte, dall’imperatore Carlo VI.

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